EDITORIALE
A chi interessa la Scuola?
Al mondo politico, forse, abbastanza. In fondo, tra insegnanti e ATA sono più di un milione di voti. Un peso importante, almeno in potenza. Poi, a guardare bene, ci si potrebbe domandare quanta coscienza professionale vi sia, cioè quanta consapevolezza della strategicità del proprio ruolo professionale, e quindi coscienza di appartenere a una categoria cui la società dovrebbe chiedere e dare tanto. Non molta, o almeno non in molti.
E se gli insegnanti non si sentono professionisti, tali non sembra ritenerli nemmeno “la società”. Giuseppe De Rita, Segretario del CENSIS, di fronte ai disastrosi livelli degli studenti italiani messi in evidenza dall’indagine PISA-OCSE, ha rilevato che “frequentare per tante anni la scuola e uscirne in tali condizioni significa che la scuola non funziona”, e d’altra parte “se tanti giovani a diciotto anni abbandonano il sistema dell’istruzione vuol dire che non lo ritengono utile”.
Nemmeno il mondo delle imprese pare ritenerla utile. Una nostra recente indagine ha messo in evidenza che le aziende non hanno più intenzione di investire nella scuola. Non nei grandi eventi, non nella stampa specializzata. Non è un business. Eppure un tempo è stata una gallina d’oro per molte aziende e alcune hanno mantenuta una posizione forte di nicchia (ad esempio nel settore dei software amministrativi), fatta di qualità e soprattutto di rapporti consolidati.
Ma la scuola per le aziende non dovrebbe essere, né essere mai stata, un affare, sebbene il luogo dove si preparano le loro future risorse umane, le loro future attese di successo. È un ragionare in prospettiva, che richiede lungimiranza e intelligenza imprenditoriale: in quale misura esiste?
L’OCSE rileva lo scarso impegno del mondo imprenditoriale italiano nel settore dell’istruzione e della formazione.
Un discorso complesso da non esaurire certo in un editoriale. Uno spunto a riflettere.
Noi comunque non ci rispecchiamo in questi profili. I nostri lettori, i tanti che ci inviano ricchi contributi e segnalazioni che non sempre possiamo pubblicare (lo spazio ha un costo e non ha sponsor!), non possono – e soprattutto non devono – ritrovarsi in questa immagine negativa. Con loro, da soli, se ci appoggeranno ancora e di più, andremo avanti, liberi di dire insieme ciò che pensiamo. IS è la voce dei suoi abbonati, degli insegnanti e dei dirigenti che credono in una scuola di valori, etici e deontologici.
IS - Informatica & Scuola - Rivista trimestrale di Didattica & Nuove Tecnologie
Reg. Tribunale Milano n. 20
del 16 /01/1996
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